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La sinistra di fronte al Venezuela

I mezzi di comunicazione tacciono la violenza dell’opposizione venezuelana e la repressione imperante nei governi di destra della regione. La strategia del golpe istituzionale incontra seri limiti, ma la sinistra deve confrontarsi con questa minaccia, sostenendo decisioni antimperialiste e distinguendo il boicottaggio capitalista dall’inefficienza ufficiale.
Seguendo gli orientamenti socialdemocratici, il post-progressismo contesta lo chavismo, sottovaluta il pericolo golpista e identifica erroneamente l’autoritarismo. I dogmatici ignorano quale sia il nemico principale e convergono con i conservatori o scivolano verso un passiva neutralità.
La destra pretende soltanto elezioni che le assicurino la vittoria. In condizioni molto sfavorevoli la Costituente riapre opportunità e suscita un nuovo incontro degli intellettuali radicali.


Il nostro Fidel

In America Latina la morte di Fidel ha suscitato molti commenti, a volte sbilanciati tra un’esaltazione acritica e un’ostilità preconcetta. Questo articolo di Claudio Katz si caratterizza per una rigorosa valutazione dei suoi grandi meriti senza nasconderne le contraddizioni. (a.m.)


La Grecia vista con occhi latinoamericani

Con l’approvazione parlamentare del terzo memorandum si è concluso un altro capitolo del drammache sta affrontando la Grecia. L’entusiasmo suscitato dalla vittoria del “No” nel referendum è statobruscamente soppiantato dalla frustrazione causata dalla capitolazione di Tsipras.
Ma lo scioglimento del dramma non c’è ancora. Se la battaglia contro le misure imposte recupereràforza, rinascerà la speranza di resistenza nei confronti della trojka. L’esperienza latinoamericana dilotta contro gli stessi avversari fornisce tre insegnamenti pertinenti per la congiuntura greca:


Centro-sinstra, nazionalismo e socialismo

18.Feb.05

I nuovi governi sudamericani condividono la critica al neoliberismo, mettono in discussione le privatizzazioni a oltranza, l’eccessiva apertura dei mercati e la disuguaglianza sociale.


LÍmperialismo en Irak

16.Nov.02

L’occupazione nordamericana dell’Iraq ha scosso tutti i popoli del mondo, perché ha costituito l’avvio delle operazioni imperialiste del nuovo secolo. Balzano agli occhi come operino i meccanismi di oppressione militare, di sottomissione politica e di saccheggio economico dei paesi periferici ed è possibile notare come siano sostanzialmente cambiati negli ultimi decenni i rapporti vigenti tra le potenze centrali.